LA ALLERGIA AL NICHEL SOLFATO[1]

 

Il nichel è un metallo pesante che si trova nel suolo (5-500mg/kg), nei tessuti vegetali (0,5-5 mg/kg), nei tessuti animali (0,1-5 mg/kg) e nell’acqua di rubinetto (5-100 mg/l); è un metallo poco tossico in quanto poco assorbito che tuttavia può venire ceduto in minima quantità dalle leghe metalliche ed essere responsabile prevalentemente di patologie da contatto.

L’assunzione giornaliera media di nichel in Italia è di 0,3-0,4 mg. L’Italia è il paese d’Europa con maggiore prevalenza di allergici al nichel; il genere femminile è più coinvolto per l’uso di bigiotteria e l’earpiercing.

La patogenesi della allergia al nichel è dovuta ad una reazione allergica non tossica immunomediata.

La sintomatologia prevede quadri cutanei ed extracutanei. Tra i primi ci sono eruzioni eczematose nei punti di contatto col metallo ed anche estese alle pieghe dei gomiti, al collo, all’interno delle cosce, al palmo delle mani, alle piante dei piedi. Tra quelli extracutanei possono essere presenti sintomi gastroenterici (vomito, diarrea, dolori addominali, gonfiore, stipsi, pirosi retro sternale), sintomi respiratori (rinite, asma), sintomi neurologici (cefalea) e sintomi generali (febbre, fibromialgie, artralgie, sindrome da stanchezza cronica).

La diagnosi viene fatta con il patch test ovvero la applicazionedi un cerotto sulla pelle contenente nichel che conferma la sensibilizzazione; per quanto riguarda l’esposizione alimentare si deve procedere al test di provocazione orale con l’alimento sospetto.

Per il trattamento è bene che il soggetto eviti il contatto diretto con gli oggetti contenenti nichel; peraltro, è indispensabile che eviti l’ingestione degli alimenti a maggior contenuto (ad oggi manca un limite soglia definito come scatenante).

 

Per quanto riguarda il possibile contatto diretto con il solfato di nichel, gli oggetti e le sostanze che lo possono contenere sono:

  • Oggetti di metallo e leghe (bigiotteria, occhiali, orologi, bottoni, cerniere…)
  • Oro bianco, argento (alluminio, ed oro giallo sono nichel free)
  • Inchiostri e liquidi per stampanti
  • Colori per vetro e ceramiche
  • Tinture per capelli
  • Coloranti per cuoio e pelli
  • Detersivi
  • Alcune protesi dentali

 

Il problema più rilevante riguarda la possibilità che i sali di nichel siano introdotti con l’alimentazione.

In questi casi è necessaria una dieta di esclusione verso gli alimenti che ne contengono in buona misura.

Vedasi l’elenco degli alimenti parzialmente o completamente vietati . [ Il nickel negli alimenti ]

 

Da ricordare:

  • Per la cottura degli alimenti evitare utensili nichelati
  • Non va bevuta la prima acqua del rubinetto al mattino; può contenere più nichel rilasciato dal rubinetto durante la notte
  • Evitare il fumo di sigaretta (ogni sigaretta ne contiene 1-3 microgrammi)

 


[1] Dott Mauro Basilico Via Val Maira 14 Milano

 



Pubblicato in: Dietologia

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