LA DIETA MEDITERRANEA

 

 

La Dieta Mediterranea (DM) è universalmente sinonimo di alimentazione ideale per l’uomo d’oggi.

Il 16 novembre 2010 l’organismo internazionale UNESCO l’ha dichiarata “patrimonio immateriale dell’umanità” con le seguenti motivazioni: “la DM è riconosciuta quale stile di vita sostenibile basato su tradizioni alimentari e su valori culturali secolari; rappresenta un traguardo stesso per la tradizione alimentare e per la cultura dell’Italia”.

Logo UNESCO

 

Ci sono modi di nutrirsi che premiano, e che sembrano rappresentare la chiave di lettura nella interpretazione dei rapporti alimentari e la comparsa di particolari patologie umane cronico degenerative. La dieta dei paesi mediterranei è indicata tra questi e

 

 si intende una razione calorica giornaliera rappresentata dal 55-60 % delle calorie da carboidrati (pasta, pane…) con un cospicuo apporto di verdure a foglia e di legumi. L’apporto totale proteico, inferiore al 15 % delle kcal giornaliere, viene fornito da un modesto introito di carni rosse, insaccati, latte e derivati e da una predominanza di proteine del pesce su quelle della carne. I lipidi sono il 25-30 % della razione quotidiana, con prevalenza delle quote provenienti dall’ olio di oliva o di semi e dal pesce.

Piramide tradizionale mediterranea

La DM si basa su quattro aspetti scientifici fondamentali:

 

  • Il profilo lipidico appare in linea con quanto suggerito in tema di prevenzione nutrizionale: si tratta di una dieta a basso contenuto di grassi totali ed in particolare di grassi animali; l’olio di oliva è predominante come grasso di condimento; il suo ruolo preventivo si completa con l’apporto ideale degli acidi grassi polinsaturi provenienti da semi e pesce.

 

  • I carboidrati costituiscono un aspetto “speciale” della DM, non tanto per quantità quanto per qualità. I carboidrati “mediterranei” hanno un basso impatto metabolico ed una risposta sierologica attenuata (consigliabili anche in soggetti diabetici); peraltro, alcune considerazioni valgono anche per il primo piatto (pasta): bene si presta ad essere condito con grassi vegetali (olio di oliva), facilitando l’aderenza ad una dieta a basso contenuto di grassi animali, di cui è generalmente ricco il secondo piatto.

 

  • L’equilibrio della componente proteica tra proteine vegetali e animali, è raccomandato dalle più recenti ricerche scientifiche .

 

  • L’elevato consumo di frutta e verdura della DM offre una gamma di sostanze ossidanti naturali che hanno una potenzialità di difesa ormai ampiamente dimostrata (vitamine A, C, E e beta carotene).

 

Purtroppo, uno dei fenomeni a cui stiamo assistendo a livello globale, è l’occidentalizzazione delle abitudini alimentari che ha portato alla rapida trasformazione delle consuetudini locali e tradizionali, verso un modello dietetico tipico dei paesi anglosassoni e nordici ( western diet ). Tale regime è composto prevalentemente da alimenti che hanno subito processi di raffinazione, poveri di fibre e ad alta densità energetica, ricchi di proteine e grassi saturi di origine animale, sale, zuccheri semplici, ed è in genere associato a stili di vita sedentari.

E’ noto da molti decenni che questo comportamento dietetico ha implicazioni con lo sviluppo  dell’obesità con relativa  riduzione della aspettativa di vita (1), di molte patologie tumorali (vedasi Alimentazione e tumore) e cardiovascolari nell’uomo (2,3,4).

 

 

Bibliografia

 

  • 1) Fontaine KR et al. Years of life lost due to obesity. JAMA. 2003;289:187
  • 2) Estrush R et al. PREDIMED Study Investigators. Primary prevention of cardiovascular disease with a Mediterranean diet. N E J M 2013; 368:1279
  • 3) Sofi F et al. Which diet for an effective cardiovascular prevention? Arch Chest Dis 2012; 78(2): 60
  • 4) Hoevenaar-Blom MP et al. Mediterranean Style Diet and 12-Year Incidence of Cardiovascular Diseases: The EPIC-NL Cohort Study. Plos One. 2012;7(9): e458

 



Pubblicato in: Dietologia

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