Vitamina D o Calciferolo: concetti guida

 

[1]

 

Introduzione e Metabolismo

La prima descrizione del rachitismo come malattia risale al 17° secolo (1645-50); solo nel 1932 e definitivamente 1936 vengono isolate le vitamine D; si deve aspettare il 1959 per la sintesi chimica ed il suo utilizzo nella pratica clinica quotidiana.

 

La vitamina D si presenta sotto forma di polvere cristallina bianco-giallastra; è solubile in olii (liposolubile); si degrada facilmente alla luce solare (fotosensibile) ed a contatto con ossigeno o acidi.

Il termine vitamina D è utilizzato in modo indifferenziato per le forme D2 e D3. Il colecalciferolo o D3 è sintetizzato dagli strati basali dell’epidermide (partendo dal colesterolo), sotto l’influenza dei raggi UV della luce solare (fonte endogena, corrisponde ad oltre il 50%); peraltro, l’alimentazione apporta D3 di origine animale e D2 (ergocalciferolo) di origine vegetale che non può essere sintetizzata dall’uomo (fonti esogene).

Dopo l’assorbimento duodeno-digiunale, il calciferolo viene rapidamente captato dal fegato e trasformato in 25(OH)D; questa forma a sua volta è trasformata in 1,25(OH)D dal rene, a seconda delle necessità organiche (forma biologicamente attiva). La forma 25(OH)D è la forma più stabile ed è quella che viene abitualmente misurata nel sangue.

La principale sede di deposito organica è il tessuto adiposo (sotto forma di D3) ed il muscolo (sotto forma di 25(OH)D3.

 

Cenni fisiologici

La vitamina D svolge un ruolo essenziale nella regolazione dell’equilibrio fosfo-calcico e della mineralizzazione dell’osso (1), insieme alla partecipazione di due ormoni ad effetto antagonista: il paratormone (PTH), secreto dalle paratiroidi ad effetto ipercalcemizzante ed la calcitonina secreta dalla tiroide ad effetto ipocalcemizzante; ha due organi bersaglio principali:

-duodeno: la 1,25(OH)D stimola l’aumento dell’assorbimento di calcio e fosforo

-osso: la 1,25(OH)D previene il suo riassorbimento

La vitamina D ha anche molti altri ruoli extrascheletrici (per questo da molti ricercatori è definita un ormone): è necessaria per il buon funzionamento muscolare, regolando la concentrazione del calcio (2); ha molti effetti extraossei su prostata,mammella, colon, pancreas…(3,4); ha un effetto sulla crescita e sulla differenziazione della pelle; ha riconosciuti effetti antineoplastici, riducendo la angiogenesi (5,6) ed immunostimolanti (7); ha un ruolo rilevante nella prevenzione delle malattie cardiovascolari (8)

 

Fonti alimentari e Stato di nutrizione

Gli alimenti più ricchi di vitamina D sono i pesci grassi (pesce azzurro, salmone), interiora di pesce (olio di fegato di merluzzo), tuorlo d’uovo, latte e derivati.

Oggi nei paesi europei si calcola che circa il 30% degli adulti ha livelli plasmatici deficitari di vitamina D. In particolare il quadro si manifesta nei soggetti anziani oltre i 65 anni.

La carenza di vitamina D provoca rachitismo nel bambino (raro nei paesi occidentali) ed osteopenia/osteoporosi carenziale nell’adulto, dovuto sia ad una diminuita sintesi endogena di vitamina che ad un ridotto apporto alimentare. In questi ultimi casi il soggetto ha un aumentato rischio di fratture e radiologicamente le ossa sono trasparenti con possibili fessurazioni.

Un discorso a parte merita il soggetto obeso: di norma il tessuto adiposo è una sede di deposito della vitamina D; nel soggetto obeso si è rilevata una relazione inversa tra grado di obesità e vitamina D plasmatica, predisponendo alla ipovitaminosi (1,9,10).

Oltre alla obesità altri fattori di rischio che predispongono alla sua carenza sono:

-età avanzata

-fumo di sigaretta

-inquinamento

-malattie renali ed epatiche

-farmaci: antiepilettici, corticosteroidi, antivirali…

Al momento la Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha definito normale il livello sierico >20µg/ml (10). La stratificazione dello stato plasmatico della vitamina definisce:

-deficienza il valore ≤20 µg/ml

-insufficienza il valore 21-29 µg/ml

-sufficienza il valore ≥30 µg/ml

-tossicità il valore>150 µg/ml

 

Livelli di assunzione raccomandati

Ci sono molti documenti di riferimento ad indirizzo nutrizionale; ne cito solo alcuni:

  • DRI Stati Uniti-Canada (12)
  • WHO/FAO (13)
  • D-A-CH, Germania-Austria-Svizzera (14)Infine si deve citare la alimentazione vegetariano-vegana: in quest’ultimo gruppo di soggetti sono consigliate supplementazioni o alimenti fortificati per evitare stati di ipovitaminosi (16). Bibliografia
  • Per la nostra nazione si deve far riferimento alla ultima edizione dei LARN del 2014 (15). Viene data particolare attenzione all’adolescente ove sono particolarmente elevate le necessità di vitamina D; nell’adulto si consiglia di mantenere il livello di 25(OH)D per una corretta integrità anatomo-funzionale dell’osso; a rischio è invece l’età geriatrica ove si deve rallentare la perdita dell’osso, riducendo il rischio di fratture; attenzione deve essere posta anche nel periodo di gravidanza-allattamento, anche se la vitamina D non ha ancora un ruolo definito nello sviluppo fetale ed il livello della vitamina materna non appare in grado di modificare le concentrazioni sieriche del lattante. (12,1).
  1. NNR, Nordic Nutrition Recommendation 2012. Integrating nutrition and physical activity. 5^ ed. Copenhagen: Nordic Council of Ministers,2014
  2. Ceglia I et al. Vitamin D and its role in skeletal muscle. Calcif Tissue Int 2013;92:151
  3. Norman AW. From vitamin D to hormone D: fundamentals of the vitamin D endocrine system essential for good health. Am J Clin Nutr 2008;88:491S
  4. Rosen CJ et al. The non skeletal effects of vitamin D: an Endocrine Society scientific statement. Endocr Rev 2012; 33:456
  5. Moukayed M et al. Molecular link between vitamin D and cancer prevention. Nutrients 2013;5:3993
  6. Laffe J et al. Effect of vitamin D and calcium supplementation on cancer incidence in older women. A randomized clinical trial. JAMA 2017;317(12):1234
  7. Wacker M et al. Vitamin D-Effects on skeletal and extraskeletal health and the need for supplementation. Nutrients 2013;5:111
  8. Giunta SS et al. The effect of vitamin D status on risk factors for cardiovascular disease. Nat Rev Nephrol 2013;9:337
  9. Vanlint T, et al: Vitamin D and obesity. Nutrients 2013; 5: 949
  10. Gonzales-Molero I, et al. Hypovitaminosis D and incidence of obesity: a prospective study. Europ J Clin Nutr 2013; 67: 680
  11. WHO, World Health Organization.Prevention and management of osteoporosis. WHO technical report series N° 921, 2003
  12. IOM,Institute of Medicine, Food and Nutrition Board. Dietary Reference Intakes for Calcium and Vitamin D. Washingtom DC. National Academy Press, 2011
  13. WHO/FAO, World Health Organization and Food and Agriculture Organization of the United Nations. Vitamin and mineral requirements in human nutrition 2^ ed. Geneve: WHO/FAO, 2004
  14. D-A-CH, German Nutrition Society, Austrian Nutrition Society, Swiss Society for Nutrition research, Swiss Nutrition Association. Reference Values for Nutrient Intake. 1^ ed in English, Frankfurt/Main: Umschau Braus Gmbh,2002
  15. SINU-LARN. Livelli di Assunzione Raccomandata di Alimenti per la popolazione italiana. IV Ed. Milano:SICS, 2014
  16. ADA. Position of American Dietetic Association. Vegetarian diets. J Am Diet Ass 2009;109:1266

[1] Dott Basilico Mauro Via Val Maira 14 Milano



Pubblicato in: Dietologia

Condividi:



Premium WordPress Themes

Questo sito utilizza cookies tecnici ed analitici di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di più leggi l'Informativa estesa.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi