STEATOSI EPATICA O FEGATO GRASSO

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Il fegato grasso o steatosi epatica è l’accumulo di grasso nelle cellule del fegato (epatociti); sono i trigliceridi (un tipo di grasso che deriva dai carboidrati) ad accumularsi nel tessuto epatico (steatosi). La presenza di grasso nel tessuto epatico comporta una serie di danni sino alla necrosi (morte) delle cellule epatiche. In genere è condizione benigna, ma in alcuni casi può evolvere sino alla cirrosi ed al tumore del fegato.

Tipi di steatosi

1)               Da aumentato apporto di grassi (dieta iperlipidica, diabete mellito…)

2)               Da aumentata sintesi epatica di grassi (abuso di alcool, uso di barbiturici…)

3)               Da ridotto smaltimento epatico dei grassi (dieta ipoproteica, deficit di vitamina B12…)

Il tipo1, inambito scientifico e professionale, viene definito con l’acronimo NAFLD (Non Alcoholic Fatty Liver Disease); il tipo 2 viene definito con AFLD (Alcoholic Fatty Liver Disease); il tipo 3 è molto più raro.

Il fegato grasso lo si può sospettare ogni volta che, in esami del sangue di routine, si trovino isolati innalzamenti degli enzimi epatici (le comuni transaminasi); oppure quando con l’esecuzione di una semplice ecografia addominale, venga descritto un fegato iperiflettente o fegato “brillante”. La sintomatologia è molto scarsa od addirittura assente, pertanto il riscontro è casuale nella maggior parte dei casi.

La steatosi epatica è presente in Italia ed in genere nei paesi occidentali nel 25% della popolazione generale; questa percentuale sale al 40% nei soggetti con dislipidemie (eccesso di colesterolo e di trigliceridi nel sangue), sino al 50-90% nei soggetti in sovrappeso-obesità.

Nel 20-40% dei soggetti obesi o diabetici, possono persistere alti valori delle transaminasi per molto tempo; questa condizione di fegato grasso assomiglia alla Epatite Alcoolica ed è chiamata Steatoepatite non alcolica (NASH: Non Alcoholic Steato Hepatitis). La persistente condizione di steatonecrosi (morte degli epatociti) autorizza alla conferma diagnostica con la biopsia epatica. Tutti i pazienti nei quali una adeguata dieta, associata ad una corretta attività fisica ed un calo ponderale non abbia comportato un miglioramento del quadro bioumorale ed ecografico, sono i candidati alla biopsia epatica.

La biopsia epatica è una procedura dove il medico inserisce un ago nel fegato (solitamente sotto controllo ecografico) ed estrae un campione di tessuto che viene poi esaminato al microscopio.

Questa procedura serve a verificare se esiste veramente la infiammazione del tessuto epatico, oltre all’accumulo di grasso; serve, quindi, a riconoscere la presenza di steatoepatite (NASH), condizione, che oggi si sa, essere evolutiva nel 15% dei casi verso la cirrosi ed il tumore epatico.

 

 

Bibliografia

1)               P. Loria et all. The NAFLD Expert Committee of the Associazione Italiana per lo studiodelfegato (AISF). Practice guidelines for the diagnosis and management of nonalcoholic fatty liver disease. A Decalogue from the Italian Association for the Study of the Liver Expert Committee. Digestive and Liver Disease 42, 272-282, 2010


[1] Dott Basilico Mauro Via Val Maira 14 Milano



Pubblicato in: Gastroenterologia

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